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La spinta dell’investimento in comunicazione

Qualche giorno fa sono stati presentati i risultati sulla ricerca effettuata in merito all’impatto e all’investimento in comunicazione nel settore turistico e nel suo indotto.

Questi risultati sono stati pubblicati da una delle più importanti media company su scala nazionale, Publitalia ‘80 del Gruppo Mediaset e il Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi dell’Università Cattolica di Roma.

Sappiamo tutti, anche se sembra sempre che non venga data abbastanza importanza alla situazione, che il settore Turismo costituisce una importante fetta del nostro PIL nazionale. Parliamo di circa il 13,2%, ecco perché la ripresa di questo settore nell’era post Covid è considerato strategico per la crescita del paese.

L’Italia risulta essere sempre in cima alla lista dei desideri degli europei quale meta turistica preferita, questo per almeno il 70% degli Europei. Di contro risulta una meta ancora in gran parte sconosciuta agli stessi abitanti, infatti più del 50% di essi dichiara di non conoscere veramente lo splendore delle regioni del bel paese, ne’ tanto meno le possibili mete da visitare.

Adesso più che mai, una delle leve che possono contribuire al rilancio di questo settore, è niente meno che la comunicazione e i media, i quali lavorano già per oltre il 70% al mantenimento della notorietà tenendo alta l’attrattiva verso i vari luoghi da visitare.

Un settore con così tanto potenziale, che genera il 14,9% dell’occupazione con 233 mld €, non può che avvalersi della comunicazione come strumento essenziale per i flussi di presenze straniere, in primis i cittadini europei.

Il tema della comunicazione diventa così un elemento da valorizzare e studiare, considerandolo come componente irrinunciabile: ad oggi gli investimenti in comunicazione sono sotto la media essendo lo 0,07% contro lo 0,5% della media dei comparti.

Oggi bisogna sfruttare strategicamente le possibilità in comunicazione media a disposizione, identificando quali sono i canali che hanno contribuito a formare l’immagine delle mete turistiche del nostro territorio nella mente degli italiani e degli europei, facendo attenzione a non sacrificare i vecchi mezzi a disposizione, ma piuttosto studiando un giusto mix “integrando” il mondo offline con stampa, agenzie e tour operator, ma anche libri, riviste, eventi e fiere e il mondo online con motori di ricerca, social media, blog e anche influencer.

I touch point (punti di contatto che generano ricordo nella memoria del viaggiatore) che possono essere sfruttati nel corso del percorso decisionale del turista (customer journey) possono essere molteplici. Se sfruttati con astuzia sono un valido alleato per dare impulso a tutto l’indotto turistico in Italia e in particolare nel nostro territorio locale.

Anche il vecchio caro “passaparola”, unito al ricordo che induce l’immagine pubblicitaria, il film, la serie TV sul set all’aperto, può rappresentare seriamente quel valore aggiunto che fa la differenza.

Dopo un anno di Covid, con la prospettiva del Green Passport, le sfide per il rilancio sono state identificate in queste quattro:

  1. confermare gli amanti dell’Italia a tornare nel nostro paese e allo stesso tempo convincere gli indecisi che possiamo essere la loro miglior scelta;
  2. migliorare la percezione chiamata «delle 4 “s”» dalla ricerca su Comunicazione, Media e Turismo cioè Sicurezza, Sanità, Servizi di trasporto e Sostenibilità che non risultano essere delle barriere assolute ma piuttosto legate a percezioni e retaggi passati;
  3. sostenere le imprese che offrono ospitalità e sviluppare il turismo sostenibile giocandoci anche la carta vincente nell’essere il paese benedetto dalla natura e ricco di cultura, senza dimenticare che, nonostante stiamo vivendo l’era della super informazione, in ambito turistico è molto apprezzata la voglia di affidarsi a chi sa offrire ospitalità in combinata con soluzioni autogestite;
  4. riattivare i flussi internazionali verso tutte le regioni, il che costituisce un potenziale di sviluppo di notorietà nazionale, oltre a far conoscere l’Italia agli italiani: il potenziale di crescita è enorme se consideriamo che il 40-50% conoscere solo di nome le regioni del proprio paese.

Il governo sta prendendo degli impegni in questo senso come ha spiegato il ministro del Turismo Massimo Garavaglia partecipando alla presentazione del rapporto:

«Mi piace pensare al 2021 come l’anno zero del turismo. Ora è come quando al Gran Premio di Formula 1 c’è un incidente ed entra la Safety Car. Tutti vanno piano e sono sullo stesso livello, poi si riparte e vince chi ha l’accelerazione migliore. Posso dire che il governo ha messo in campo e sta mettendo il campo delle azioni che consentiranno agli operatori del turismo di andare più veloci degli altri»

Sembra che siano previsti dei sostegni di svariati milioni di euro, e non dobbiamo farci trovare impreparati, ma essere pronti per sfruttare al meglio questi fondi con una strategia di investimento in comunicazione e media.

Farsi trovare pronti alle opportunità è una bella sfida, e non ci sono dubbi che ci siamo dentro fino al collo: far conoscere ai nostri potenziali clienti da nostra offerta è parte di una catena di sviluppo solido per la generazione di profitto.

Essere identificabili, preziosi, allettanti strutturando un messaggio che esalti i nostri valori di ospitalità, cibo, divertimento ecc. non può più essere rimandata.

Se anche tu pensi che i valori dalla tua attività del settore ospitalità e turismo debbano essere comunicati al meglio e con strategia, contattaci CLICCANDO QUI, scrivi la parola HORECA nel tuo messaggio, saremo lieti di fornirti alcuni consigli gratuiti su cui riflettere.

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